Giovane famiglia abbandona le comodità, per una vita in appennino… e trova il valore della comunità, una vita sana e serena.

[NDR.  Il nostro sito non vuole solo far vendere case, vuole soprattutto spingere alla riscoperta di un territorio fisico e culturale dimenticato ma meraviglioso  che può dare tanto. Per questo da oggi pubblicheremo storie ed articoli che narrano la meraviglia di questa scelta di vita.  Quindi non è importante se la casa la comprerete grazie ai nostri consigli ma è molto importante che compriate UNA CASA IN APPENNINO e magari ci veniate a vivere… perchè non sapete quello che vi state perdendo.

 L’articolo che segue è nato come un articolo di denuncia che si è trasformato in una bella storia di amore per la vita in Appennnino, per questo motivo il video e l’articolo sembrano parlare di due argomenti diversi. siamo partiti per fare un pezzo polemico ed abbiamo scoperto, convinzione, amore e passione per la propria scelta nonostante le tante difficoltà

Una giovane famiglia che ha volontariamente abbandonato le comodità di vita in paese e di vicinanza al lavoro per una MIGLIORE QUALITA’ DELLA VITA. Il pezzo arriva dal sito www.parmense.net ……….ma vi lasciamo all’articolo]

Nel video che segue l’intervista a Willy, un giovane infermiere con moglie e due bimbi piccoli (vanno entrambi alla materna) che ha deciso di andare a vivere in montagna con tutta la famiglia.

Ha scelto Lughero, una piccola frazione di Terenzo nella zona di Casola (lungo la statale della Cisa)

Una scelta ben ragionata e desiderata per lungo tempo.

Una scelta contro corrente.

Ho avuto l’occasione di vederlo nel suo paesino ben inserito con tutti: due chiacchiere al passaggio davanti la casa dei vicini, l’accordo per fare qualcosa insieme e la vicendevole disponibilità ad aiutarsi reciprocamente. Una vera e profonda piccola comunità. Tutta un’ altra cosa rispetto ai condomini cittadini in cui ci si accorge dopo giorni della morte della vicina di cui spesso non si sa nemmeno il nome.

 

Anche se nel paesino gli abitanti sono pochi, lo spirito montanaro, radicato nella consapevolezza”… che visto che lo stato spesso non arriva bisogna aiutarsi a vicenda…”,   non ha tardato ad entrare anche in questa giovane famiglia facendola diventare rapidamente parte della “famiglia”  di Lughero.

Willy ci ha chiamato per segnalarci la difficoltà che ha avuto lui e tutta la comunità di Lughero, per tutto il mese di giugno a causa della periodica mancanza di acqua. 

   Difficoltà a lavare i bambini, a far da mangiare, a dar da bere agli animali. Difficoltà sopperita con una botte da 1000 litri che andava a riempire a Fornovo, a circa 17 km di distanza.

Nonostante questo, per tutta l’intervista, la positività,  il sorriso e la serenità non gli sono mai  mancati.

Sulla mancanza d’acqua Willy  ha fatto una analisi chiara ed intelligente del problema, ha  la fornito delle soluzione ed ci ha confidato una scoperta preoccupante: non mancava l’acqua, semplicemente 9 rotture lungo l’acquedotto vuotavano le cisterne. 

9 rotture presenti da tempo, che la sorgente  nascondeva nei periodi normali dando da bere sia alle famiglie che alle 9 rotture. Ora con la sorgente un pò più magra le rotture hanno avuto la meglio.

Nonostante questo Willy non ha cambiato idea. La vita sua e della sua famiglia sono e restano a Lughero, tra mille difficoltà e duemila aspetti positivi.

Aspetti positivi che non mancheremo di raccontarvi alla prossima occasione.

Ma vi lasciamo all’intervista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *